Itinerari Ciclabili nel Salento
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ITINERARIO 15:
DA PORTO CESAREO A SANTA MARIA |
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SULL'AREA DI INTERESSE
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| Comuni
territorialmente interessati: Nardò,
Porto Cesareo, Galatone. |
| Percorso:
Km 64 |
| Difficoltà:
Minima |
| Zone
interessate: Zona 5 |
| Pendenza:
Media 1% - Massima 3% |
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Il percorso inizia da
Porto Cesareo, uno dei litorali sabbiosi più suggestivi
della costa, 20 Km. di arenili bianchissimi e dune
mediterranee, uno Jonio cristallino dove la storia
di invasioni e torri difensive si riflette in una
delle più limpide acque del Salento.
Nelle giornate più trasparenti, il luccichio del
mare si perde nelle tonalità degli azzurri, che
confondono acqua e cielo e orizzonte, mentre la
Torre Cesarea, al centro del paese, (XVI
secolo), si specchia nel porticciolo antistante.
Vale la pena di girare nelle vie centrali del piccolo
paese dove, sin dalle prime luci dell'alba, si spargono
i profumi del pesce freschissimo e dei frutti
di mare, dai banchetti di uno dei più rinomati
mercatini ittici del Salento, dove la contrattazione
è l'arte di un semplice comunicare quotidiano.
Dalle vie centrali, ci dirigiamo fuori al paese
e, percorrendo un tratto della S.P. detta litoranea
ionica, svoltiamo a sinistra, pedalando su un sentiero
interno, lungo il quale incontreremo una serie di
vecchie Masserie.
Tra queste, la Masseria la Fichella e la
Masseria Bellanova, del XIX secolo, oggi
centro agrituristico e ben inserito in un ambiente
molto ampio, con un elegante costruzione dal classico
color rosa, e un maneggio per cavalcare nella natura,
mentre alle spalle della masseria, si eleva una
torre difensiva del periodo ottocentesco.
Continuando il percorso, ci immettiamo nuovamente
sulla Provinciale litoranea, sino ad arrivare all'altezza
della Strea, un'importante risorsa naturalistica
e zona umida dove, ben conservata, fa bella mostra
di se una torre difensiva, a ridosso della spiaggia.
Abbandonata la litoranea, svoltiamo sulla sinistra,
percorrendo una strada di viabilità secondaria,
e superato l'incrocio con la Provinciale n.112,
la c.d. Tarantina, procediamo per un breve tratto,
giungendo alla Masseria Giudice Giorgio,
costruita nel XV-XVI secolo.
Rientrando sulla Provinciale, procederemo sulla
nostra sinistra, per un breve tratto, sino ad incontrare
la Masseria il Console, del XVI secolo, recentemente
ristrutturata ed adibita a ristorante, dove gustare
una cucina tipica casereccia.
Proseguendo sul tragitto, abbandoniamo la strada
provinciale, per deviare a sinistra, seguendo un
percorso di viabilità secondaria, per incontrare,
dopo un breve tratto, la Masseria Abbate Cola,
costruita nel XVI secolo e, più avanti, incrociare
nuovamente la provinciale dove, superato l'incrocio,
scorgeremo la Masseria Sarparea dei Pandi.
A questo punto dell'itinerario, ritornando sulla
litoranea n.286, raggiungiamo la frazione di S.
Isidoro, a pochi chilometri dal paese di Porto Cesareo,
famosa per i suoi allevamenti di frutti di mare,
da gustare al momento sui banchetti, spezzati da
pezzetti di formaggio e un bicchiere di vino buono,
per poi visitare, a pochi metri dalla spiaggia,
l'imponente Torre difensiva.
Percorrendo la litoranea in direzione sud, si costeggia
la Palude del Capitano, caratterizzata da
una zona umida di notevole importanza naturalistica
ed ambientale, per incontrare, subito dopo, la Masseria
Bellimento, al centro della quale fa bella mostra
di se un vecchio torchio, segno di secolari
spremiture artigiane e canti contadini.
Pedalando sull'itinerario, sempre costeggiando il
tratto litorale, si arriva in località Torre Inserraglio,
oggi sede di un recente ed elegante villaggio turistico,
dotato di impianti moderni e nuovissime strutture
sportive.
Dopo circa tre, quattro chilometri di una strada
che comincia a divenire tortuosa, ecco riapparire
sulla nostra destra il mare, di un azzurro intenso,
che in questo punto si mischia ad una scogliera
bassa e irsuta, contrastando l'acceso verde dei
campi e le irregolari pale di fichi d'india e l'arato
marrone della terra.
Da questo punto, la scogliera inizia a divenire
gradatamente più alta, infoltita da una fitta pineta
e macchia mediterranea, mentre l'azzurro dell'acqua,
sempre più intenso, e la luce del sole illuminano,
in una grande piscina naturale, la bellezza di uno
scenario esclusivamente incantevole.
La Torre di Uluzzo (XVI secolo), diruta, ci appare
adagiata su un costone a strapiombo sul mare, mentre
una profondità di campo ci permette di intravedere,
in lontananza, le sfumature dei contorni della baia
di Gallipoli.
Da questo punto, a piedi, possiamo raggiungere,
lungo un sentiero di particolare valore paesaggistico
ed ambientale, le varie grotte rinvenute sul tratto
di costa che va dalla Torre di Uluzzo, fino a Porto
Selvaggio, e la Grotta del Cavallo è quella
che meglio rappresenta l'evoluzione preistorica
della zona (dal Paleolitico medio al Neolitico).
Passando attraverso la pineta di Porto Selvaggio,
giungiamo sino alla storica Masseria dell'Alto,
dotata di un'area di sosta, dove fermarci al fresco
dei pini.
All'interno della Masseria e a picco sul mare, possiamo
ammirare la Torre dell'Alto, del XVI secolo, ben
inserita tra l'insenatura di Porto Selvaggio e la
scogliera di Santa Caterina, una delle località
più eleganti e mondane dello Ionio salentino.
Percorrendo circa un chilometro, svoltiamo sulla
destra, all'altezza di una stazione di rifornimento
e, percorrendo l'intero tratto di Strada Provinciale
che attraversa la loc. Mondo Nuovo, arriveremo ad
incrociare la S. P. Galatone - S. Maria al Bagno.
Arrivati all'incrocio, svoltiamo a sinistra e, prima
di proseguire per il nostro itinerario, nuovamente
sulla sinistra, si ha la possibilità di visitare
la Masseria Fiume.
Riprendendo la Strada Provinciale Galatone-S. Maria
al Bagno, in direzione della cittadina di Galatone,
il nostro itinerario, per un breve tratto, interseca
l'itinerario n.12, Gallipoli e dintorni, interessando
la parte occidentale del territorio comunale galatonese.
Raggiungendo il quadrivio tra le strade provinciali
Nardò-Gallipoli e S.Maria al Bagno-Galatone, e superato
l'incrocio, sempre in direzione di Galatone, incontriamo
l'antica struttura difensiva Torre Perez,
risalente al XVI secolo, oggi completamente ristrutturata
e sita all'interno di un'abitazione privata, una
Torre masseriale strettamente legata al centrale
complesso di Morice, di cui costituiva l'organismo
difensivo.
Proseguendo sempre in direzione di Galatone, dopo
circa 600 metri, ci inoltriamo su un sentiero, che
percorre la strada che ci condurrà in località Morice
e una deviazione sulla destra ci conduce, per un
tratto sterrato lungo circa 1 Km., alla Masseria
Morice Piccolo.
A circa 700 metri dall'incrocio per la strada maestra,
si giunge alla Masseria Morice Grande, dove
l'ambiente circostante è caratterizzato da ampie
zone di macchia mediterranea, alternate a fondate
e canaloni di terra.
La Masseria, ancora oggi abitata, è incastonata
in un ambiente molto suggestivo mentre, all'interno,
si conserva intatta una cappella votiva riccamente
affrescata.
Superata la Masseria, a circa 500 metri, giungiamo
ad un crocevia, dove potremo vedere l'edicola
votiva intitolata Cristo di Mare ammirando un
bell'affresco del Cristo, che decora l'interno di
questa cappelletta rupestre.
Voltando a destra, in direzione di Galatone, e superato
il ponte ferroviario, la strada diviene tortuosa
e costeggiata da muretti a secco, in parte dismessi,
mentre, all'interno, la campagna ci ubriaca di colori,
e uliveti, e pagghiare e, lungo questa stretta strada,
potremo incontrare una serie di altre edicole votive,
affrescate in modo suggestivo, segno di un linguaggio
che documenta della grande fede religiosa di un
popolo contadino.
Poco più avanti, sulla destra, ci appare la Chiesa
dello Spisari, superata la quale, svoltando
a sinistra, ci immettiamo sulla Strada Vicinale
Sferracavalli, che ci condurrà alla bellissima Abbazia
di San Nicola in Pergoleto, inserita all'interno
di una Masseria privata e visitabile con il consenso
del proprietario.
Si tratta di un antico monastero di origine bizantina,
dove gli edifici superstiti risalgono al XVI e al
XVII secolo, mentre, dell'antica abbazia, oggi restano
solo alcune parti rinascimentali della facciata,
tra cui due colonne a mezzo tondo con i capitelli
compositi e un portale a tutto sesto, sormontato
da un ricco stemma cardinalizio.
Lasciando l'abbazia e svoltando sulla sinistra,
incontriamo un passaggio a livello incustodito e,
proseguendo per altri 400 metri, prima di svoltare
nuovamente sulla sinistra, potremo osservare il
grande complesso masseriale di Corillo, che
si articola intorno ad una torre difensiva eretta
nella metà del XVI secolo, che comprende, oltre
alla masseria fortificata, la Cappella di S.
Michele Arcangelo, e tracce di insediamenti
rupestri.
Riprendendo il percorso, la strada si presenta sterrata
per circa 1 Km., e pedalando sulla carreggiata percorsa
in precedenza, ci riportiamo al crocevia, nel punto
dov'è situato il Cristo di Mare.
Proseguendo in direzione della marina, si attraversa
una caratteristica macchia mediterranea e le
antiche cave, incontrando, dopo circa 1 Km.,
la strada provinciale Nardò-Gallipoli.
Superato l'incrocio, ci immettiamo sulla S.P. Gallipoli-Taranto,
denominata la Tarantina, sino a giungere fino all'incrocio
con la provinciale Nardò-S.Caterina.
Svoltando a destra, si attraversa la zona Masserie
Pagani, un tempo residenza estiva di ricchi
possidenti, che hanno dato vita, rielaborando negli
stili più disparati, quali il liberty, il gotico,
il cinese e soprattutto il moresco, a splendide
ville esotiche e fortemente decorative, che si concentrano,
oltre che in questa zona, anche nella parte del
leucano. (itinerario n.9)
Colorate e bizzarre, esse denunciano platealmente
un cambiamento socio-culturale, agli inizi del '900,
ed il passaggio del potere da una chiusa aristocrazia
ad una forte e potente borghesia.
Ne sono testimonianze, ai Pagani, Villa Cristina,
uno stupendo intreccio di elementi islamici e secenteschi
e, poco più avanti, la piccola ma raffinatissima
Villa Del Prete, in stile liberty-moresco.
Ancora oltre, poco distante, la Residenza Labor,
elegantemente ripristinata, oggi proprietà della
Curia Vescovile di Nardò.
Pedaliamo, sino a giungere all'incrocio con la provinciale
Nardò-Gallipoli, e svoltando a sinistra, percorriamo
un tratto di quest'ultima provinciale, sino a giungere
a Nardò, dove alle porte della città, sulla sinistra,
si eleva l'imponente struttura della Chiesa dell'Incoronata,
con il suo Monastero del XVI secolo.
Dalla Chiesa, dotata di area per la sosta, ci dirigiamo
verso il centro storico, inoltrandoci per Via Coltura,
Via Betti e Via 2 Giugno, sino ad oltrepassare la
statale Nardò-Galatone, lungo quale, dopo aver percorso
circa 800 metri, svoltiamo a sinistra, per imboccare
una strada vicinale, interessando nuovamente il
territorio di Galatone.
Lungo questo tratto di percorso, possiamo visitare
numerose cappelle votive, tra le quali quella
di S. Angelo della Salute, immersa in un
campo di terra, dove i candidi fiori di un mandorlo
anticipano l'arrivo di un'eterna primavera.
La strada, in questo punto, si interseca per ben
due volte con la linea ferroviaria, sino ad incrociare
nuovamente la statale Galatone-Nardò, all'altezza
dello svincolo Anas.
Svoltando a destra, in direzione di Nardò, a circa
200 metri, troviamo un'area di sosta, accanto alla
Stazione Ferroviaria, e da questo punto, proseguendo,
ci indirizziamo verso l'abitato della cittadina,
dove, in corrispondenza di Via 2 Giugno, svolteremo
sulla destra, percorrendo Viale Europa e la Via
Pilanuova, sino a Piazza Mazzini, per proseguire,
sulla via Generale Cantore, verso l'esterno, lungo
la Contrada Magnani.
Oltrepassando la S.P. Nardò-Lecce, giungiamo all'altezza
della zona industriale, dove, imboccando sulla sinistra
un sentiero sterrato che si inoltra nella vicina
campagna, incontriamo la Masseria Castelli-Arene,
edificata nel XVI secolo e ormai abbandonata, all'interno
della quale si erge una costruzione quadrata con
una bella merlatura.
Proseguendo sul sentiero di fronte l'ingresso della
Masseria, nelle immediate vicinanze noteremo, ben
piantata su un blocco di pietra, una croce di ferro
che segna, alle spalle, l'angusto ingresso scavato
nel terreno della Cripta rupestre di S. Antonio
Abate, appartenente al XIII secolo, di particolare
valore storico-religioso, soprattutto per gli affreschi
di carattere iconografico bizantino, ancora ben
conservati e visibili sulle pareti interne.
Ripartendo dalla Cripta ed incrociando nuovamente
la Provinciale Nardò-Lecce, svolteremo sulla destra,
in direzione della cittadina, incontrando, appena
fuori della cinta muraria, vicino alla Porta
di S. Paolo, il bellissimo ed originale Tempietto
l'Osanna, oggi completamente restaurato.
Pedalando verso il centro storico di Nardò, incontriamo
la piazza barocca, con un fascino tutto particolare,
dove la Fontana, in un azzurro intenso che
sostituisce il cielo e il meraviglioso Castello,
con le sue altissime palme, ci rimandano ai tempi
di fiabe e cavalieri.
Dalla Porta S. Paolo, potremo accedere a
piedi nel centro storico, seguendo degli itinerari
pedonali, per scoprire l'arte, l'architettura e
l'impianto urbano di una Nardò, al centro della
storia del Salento.
E' anche possibile proseguire in bicicletta, per
via Duca degli Abbruzzi, costeggiando il lato esterno
della cinta muraria, per continuare lungo la via
Madonna di Costantinopoli, sino al Cimitero Storico,
dove ammirare alcune tombe e cappelle votive, riccamente
scolpite.
Superato il Cimitero, ripartiamo lungo un percorso
rettilineo che si inoltra in direzione Serra
Cicora, e attraversando l'aperta campagna, giungiamo
alla Masseria Torre Carignano Grande, dove ammirare
una chiesetta del XVI secolo, per poi, attraverso
la S.P. Gallipoli-Taranto, giungere alla Masserie
Brusca, del 1500, un antico e bellissimo complesso
masserizio, dove poter gustare dei prodotti caseari
veramente genuini.
Annessa alla Masseria, possiamo ammirare una deliziosa
chiesetta, all'interno della quale sono stati restaurati,
negli anni 30, una serie di affreschi, mentre, sul
lato destro, gelosamente recintato da un muro a
secco, un esteso e lussureggiante giardino corre
lungo tutto il perimetro della Masseria.
Poco più avanti, dopo una breve pedalata, incontriamo
la Masseria Terranova, che ricade in una
grande area attrezzata del Parco di Porto Selvaggio,
circondata da una fitta pineta, che, a lavori di
restauro ultimati, sarà destinata a centro di documentazione
e promozione del Parco stesso.
Potremo effettuare una sosta all'interno del parco,
da cui ripartire, per giungere, attraverso un pendio
fortemente panoramico e suggestivo, alla Serra Cicora.
Da questo punto, rientrando sul percorso di andata,
in direzione di S. Isidoro e Porto Cesareo, avremo
ultimato il nostro itinerario, ricco di storia e
costeggiando un tratto litorale, tra i più suggestivi
del Salento. |
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