Itinerari Ciclabili nel Salento
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ITINERARIO 16:
MAGLIE E AD EST DI MAGLIE |
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CLICCA SULL'AREA DI INTERESSE
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| Comuni
territorialmente interessati: Maglie,
Cursi, Bagnolo, Cannole, Palmariggi,
Giurdignano, Giuggianello, Sanarica,
Muro Leccese |
| Percorso:
Km 59 |
| Difficoltà:
Minima |
| Zone
interessate: Zona 3 |
| Pendenza:
Media 1,5% - Massima 5% |
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Il percorso parte dalla
città di Maglie, in corrispondenza della Stazione
Ferroviaria, dalla quale procedere verso est, sulla
Via Vittorio Emanuele, fino a giungere al Palazzo
Ruberti, costruito nei primi anni del '900.
All'interno dell'edificio, recentemente ristrutturato,
ha sede la moderna Biblioteca Comunale e il Museo
Paleontologico.
Quest'ultimo, di assoluta rilevanza internazionale,
dispone di numerosissimi reperti fossili e litici,
particolarmente importanti per l'ottimo stato di
conservazione, e per lo stretto legame con l'intero
territorio salentino.
Proseguendo il percorso, sulla Via Vittorio Emanuele,
raggiungiamo la Contrada Franite dove, percorrendo
la vecchia Strada Vicinale Fraganite-Muro Leccese,
giungiamo al Menhir Croce Muzza, che presenta
diverse incisioni a forma di croce.
Prima di giungervi, lungo un tragitto comodamente
asfaltato, si presenta splendida, sulla nostra destra,
Villa Zaira, con il suo parco ricco di fiori
e palmizi, e una particolare casina a tre arcate,
deposito di strumenti agricoli.
Proseguendo dal Menhir Croce Muzza, in direzione
sud, percorriamo la S.S. n. 275, fino ad immetterci
sulla S.P. Muro Leccese - Scorrano, tenendo sulla
nostra destra il Cimitero di Maglie.
Dopo un breve tratto di strada, superato il ponte,
percorriamo circa 500 metri e, girato sulla destra,
dopo circa 100 metri, arriveremo alla Cappella
Rupestre di S. Maria di Miggiano, del XIV e
XV secolo.
Pedalando ancora verso est, in direzione dell'abitato
di Muro Leccese, potremo scorgere, lungo il percorso,
uno dei tanti Menhir del territorio, chiamato Menhir
Miggiano, alto circa 2 metri.
Arrivanti nel paese di Muro Leccese, il primo incontro
è con la Chiesetta di Santa Marina, la quale
presenta, nell'interno completamente ristrutturato,
parti di bellissimi affreschi preesistenti,
mentre, sull'altare, in un coloratissimo affresco,
la Santa abbraccia protettivamente due pargoli.
Sulla piazzola di fronte la chiesetta si erge, verso
il sole, il Menhir Trice, alto 4,70 metri.
Lasciata la Chiesetta, pedaliamo verso il centro
storico, e precisamente verso la Piazza del Popolo,
dove prospettano, una di fronte l'altra, la Chiesa
Matrice di Maria SS. Annunziata, con la splendida
colonna cinquecentesca dei Quattro Evangelisti,
finemente decorata, e quella della Madonna Immacolata,
sulla cui facciata, tra ricchi decori e fregi barocchi,
potremo ammirare il particolare della statua della
Madonna, con il volto dedicato al cielo.
Completano il fascino della Piazza, il Palazzo
del Principe e il Palazzo Ducale.
Proseguendo su Via Isonzo e seguendo la segnaletica
indicatoria, tappa successiva della nostra visita
sarà il Convento e l'annessa Chiesa dei Domenicani,
del 1583, in restauro, posti accanto al Cimitero
del paese.
Poco più avanti, percorrendo Via Brongo, dopo circa
200 metri, si giunge al Parco Comunale del SS.
Crocifisso, all'interno del quale visitare la
Cappella del Crocifisso, datata 1573-1613, immersa
in un verdissimo parco attrezzato con giochi e servizi,
ideale per una sosta e circondato da mura megalitiche,
lunghe circa 4 Km., con vista panoramica collinare.
All'ingresso del Parco, si erge il Menhir Pietrafitta
del Crocifisso, alto circa 1,70 metri.
Dal Parco comunale, proseguendo sull'itinerario,
l'ambiente si mostra in tutta la sua caratteristica
salentinità: uliveti secolari comodamente
adagiati nell'erba dei campi, e una flora tipica
tutta particolare, mentre, non molto lontane,
due bellissime Masserie, Panzanari e S. Andrea,
sono state ristrutturate come centri agrituristici
ed attualmente in piena attività produttiva.
Su tutto il territorio circostante, confinante con
quello limitrofo di Sanarica, ed in generale su
tutto il percorso, si possono ammirare numerose
testimonianze preistoriche, come i Menhir, lunghi
e affusolati blocchi di pietra a forma di parallelepipedo,
o i Dolmen, massi disposti a forma di piccole
grotte, o enormi pietre con forme strane.
I Menhir ( dal bretone Men = pietra e Hir = lungo)
hanno un significato rituale e religioso: infissi
verticalmente nel terreno, hanno un origine ancora
avvolta nel mistero ed è probabile che fossero monumenti
dedicati al Dio Sole.
Indicando le diverse posizioni del Sole, il Menhir
è segno delle Epifanie divine, dei doni di vita
di Dio agli uomini, allorchè le giornate si allungano
con il solstizio e le ore di oscurità, assimilate
idealmente alla morte, vanno diminuendo.
La loro direzione verso il cielo identifica i simboli
dell'Axis Mundi, il centro del mondo.
I Dolmen (dal bretone Dol = tavola e Men = pietra)
sono costruzioni risalenti all'età del bronzo, (XVI
secolo a.C.) che consistono in due lastre di pietra,
poste verticalmente a reggere una terza orizzontale
a mò di altare.
I Dolmen salentini sono caratterizzati dall'avere,
al posto del dromos, dei loculi scavati nella roccia,
atti a contenere le ossa del capo o del sacerdote.
Proseguiamo la nostra escursione, pedalando verso
il territorio di Sanarica, più precisamente sulla
Strada Comunale Polisano, che ci condurrà alla bellissima
Masseria Cutura, posta al confine tra i territori
di Sanarica, Muro leccese e Giuggianello, all'interno
di un sentiero che corre stretto nella campagna.
La Masseria è in fase di ristrutturazione, per dare
vita ad un angolo ristoro e bar, dove trascorrere
piacevolmente le serate nelle calde estati salentine,
tra musiche e sfizierie, mentre, al suo interno,
si può visitare un ricchissimo orto botanico,
modernamente realizzato, dove tantissime varietà
di piante grasse danno vita ad uno scenario fortemente
suggestivo.
Lungo questo tratto di itinerario, passeremo vicino
alla Cripta bizantina di S. Giovanni, segno
tangibile della cultura rupestre ed un tempo adibita
a funzioni di rito greco, in seguito divenuta una
cappelletta cristiana, dove ancora oggi si venera
il Santo Giovanni Battista.
Poi, troveremo il Menhir Polisano, recentemente
ristrutturato, l'Edicola di S. Donato, e
la Chiesa Confraternita di Maria SS. Annunziata,
edificata con una semplice struttura, molto bella
negli arredi interni.
All'esterno della Chiesa, ben visibile, il Menhir
dell'Annunziata.
Abbandonata questa fascia di territorio, entriamo
nell'agro di Sanarica, dove, dirigendoci verso il
centro abitato, potremo visitare un vecchio frantoio
ipogeo, il Santuario di Maria SS. delle Grazie,
la Chiesetta di S. Salvatore, costruita nel
XVI secolo, la Chiesetta di S. Domenico e l'antico
Palazzo Ducale.
Attraversando un'area caratterizzata prevalentemente
da uliveti, ed imboccando la Strada Comunale Trullo,
la Via Vecchia Giuggianello e le Strade Comunali
Scamate I e Morise, arriviamo, oltrepassando la
S.S. n. 497, nel territorio di Giuggianello, nelle
vicinanze del Palazzo Gentilizio Bozzi-Colonna,
ormai completamente disabitato.
Il nostro itinerario procede attraverso le Vie Comunali
Colonne e Morise, e lungo questo tratto, la natura
si colora delle tinte forti della primavera, mentre
i gialli ed i rossi esplodono, carichi di luce,
intorno agli ulivi, i grandi vecchi della campagna,
che sembrano ringiovanire ai primi caldi della nuova
stagione.
Dopo aver pedalato per un breve tratto, sul tragitto
ci appare la bella Chiesa della Madonna della
Serra, splendida testimonianza della cultura
rupestre, mentre, al lato, si erge alta la colonna
con la statua della Vergine.
Incontreremo, di seguito, un antico trappeto ipogeo
e una Specchia, risalente al II millennio a.C.,
fino ad arrivare, imboccando rispettivamente le
Strade Comunali Serravecchia, Caposella, Cauci e
Pesculli I, nei pressi di uliveti secolari, all'interno
dei quali si trovano, a poca distanza l'uno dall'altro,
dei massi enormi, piantati nel terreno, di varie
forme, detti i "Massi te la Vecchia".
L'insieme è composto da una grande pietra circolare
lenticolare, posta su un basamento, detto Furticiddhu
te la Vecchia, circondata da altri massi, dalle
forme più svariate, tra i quali uno rappresentante
un'enorme forma di piede.
Dalla zona dei Massi, proseguendo sul percorso,
ci immettiamo sulla S.P. Minervino-Palmariggi e,
giunti nei pressi di un autolavaggio, gireremo sulla
nostra destra, pedalando su un sentiero immerso
in ampi uliveti e tratteggiato da muretti a secco,
che diventa progressivamente sempre più stretto
e tortuoso.
Il sentiero ci condurrà in località Quattro Macine,
importante per l'antica Masseria, completamente
diruta, mentre l'area circostante, di rilevante
interesse ambientale, soggetta a vincolo paesaggistico,
è ricca di testimonianze storiche, come il Dolmen
situato in prossimità del confine con il territorio
di Giurdignano e il Menhir Croce Caduta
Dal Dolmen Stabile, in agro di Giuggianello,
e proseguendo lungo la Strada Vicinale Quattro Macine,
in direzione di Giurdignano, passeremo attraverso
le Vicinali Vicinanze, Della Torre e S. Paolo, un'area
ricca di Dolmen, come Grassi, Chiancuse, Orfine
e Paolo Niuri, e i Menhir Vicinanze 1 e Vicinanze
2, a breve distanza l'uno dall'altro.
Tutt'intorno, la vista cade su una campagna suggestiva,
e distese di margherite miste a verdi spighe e papaveri
di campo, ben si inseriscono in un ambiente molto
naturale, mentre, siamo avvolti da un intenso profumo
dei fiori di camomilla.
Giunti sulla S.P. Giurdignano - Minervino, nelle
immediate vicinanze del Comune di Giurdignano, sulla
nostra sinistra, incontriamo il Menhir S. Paolo,
con la piccola grotta sottostante, dove ammirare,
nell'interno, l'affresco parietale del Santo, ormai
consumato dai secoli e una serie di simbologie misteriose.
La Grotta, ancora oggi, è ritrovo di fedeli e luogo
di celebrazioni votive.
Poche pedalate e siamo nell'abitato di Giurdignano,
un antico Comune nelle vicinanze di Otranto.
Il primo incontro, in una piccola piazzetta, è con
il Menhir della Croce, e proseguendo in direzione
del centro del paese, arriviamo nella centrale Piazza
Municipio, dove ammirare la Guglia di S. Rocco
e la tipica Torre con l'Orologio, mentre, di
fronte, il Palazzo Baronale è sede dell'Osteria
degli Amici, una tipica trattoria, dove gustare
una buona cucina tradizionale.
Completa l'arredo storico della Piazza, la Chiesa
Matrice, con le Statue di S. Rocco e S.Agostino.
Nelle vicinanze, un antico frantoio ipogeo, e una
serie di Menhir, S. Paolo, S. Vincenzo, Fausa
e altri.
Percorrendo un tratto della Strada Vicinale Vecchia
Otranto, raggiungiamo il bosco delle Costantine,
e adiacente al bosco, una collinetta servirà come
area di sosta, dopo la fine dei lavori di recupero
ambientale che stanno interessando la zona.
Ripercorrendo in senso inverso la strada precedente,
ci immettiamo sulla Vicinale Vecchia Alimini, lungo
la quale, incontreremo i ruderi di un'Abbazia
Basiliana, in località Centoporte.
A questo punto dell'itinerario, ci dirigiamo verso
il Comune di Palmariggi, seguendo la S.S. n. 16
e, dopo qualche chilometro, ben segnalata, avvisteremo
la segnaletica per il Santuario di Montevergine.
Prendendo questa direzione, ed immettendoci su una
vecchia Vicinale, passeremo prima dall'antico Borgo
di Palanzano per raggiungere, successivamente, il
complesso del Santuario, immerso in una freschissima
e ampia pineta, ben adatta quale area di sosta,
dotata di servizi e parco giochi.
Accanto al Santuario, ben visibile, un antico Menhir,
risalente all'età del bronzo e posto sulla collinetta
Mons Jovis, così denominata dai romani, mentre,
sottostante il Santuario, si trova la Cripta Basiliana.
Di fronte, l'artistico Obelisco della Madonna
di Montevergine, costruito nei primi del '900,
nella caratteristica pietra leccese.
Alle spalle della pineta, imbocchiamo la vecchia
Vicinale Giancola, una strada asfaltata immersa
negli ulivi, di collegamento alla S.P. per Cannole,
e che ci condurrà nell'abitato di Palmariggi.
Lungo la strada, potremo visitare la Masseria
Giancola, ormai quasi diruta e la vecchia masseria
La Corte.
Nell'abitato di Palmariggi, raggiunta la piazza
principale, ci appare, ben conservato, il Castello
Aragonese e, poco più avanti, la Chiesa Matrice,
di chiaro stampo barocco.
L'itinerario continua, spostandoci sulla Strada
Comunale in direzione di Otranto, e più precisamente,
in prossimità dell'incrocio con la S.P per Minervino,
ci immettiamo su un sentiero vicinale, che ci condurrà
alla cappelletta della Madonna del Monte,
in aperta campagna, un sito di interesse paesaggistico,
oltre che artistico ed archeologico.
Di ritorno verso il paese di Palmariggi, potremo
visitare il Monte della Guardia, una località dove
si racconta avvenne l'apparizione della Madonna,
contro l'invasione dei Saraceni, all'epoca del saccheggio
di Otranto, e dove possiamo leggere, su di un grande
masso roccioso, l'epigrafe che inneggia l'apparizione,
sul colle, della Vergine Maria.
Rientrando a Palmariggi, attraverso Piazza Garibaldi,
ci immettiamo sulla S.P. che la collega al vicino
paese di Cannole, e giungendo all'altezza del passaggio
a livello, proseguiamo sulle Strade Vicinali Santo
Lasi e Canali, dirigendoci verso l'antico borgo
di Anfiano, composto da quattro grandi masserie,
ormai completamente diroccate.
Percorrendo la Strada Vicinale Giurdignano - Vecchia
Lecce, giungiamo nel bosco di Cerceto, dopo aver
pedalato, attraverso un ambiente dai colori veramente
rilassanti, che può essere goduto solo in sella
ad una bicicletta.
Dopo l'inizio della pineta, e percorso un tratto
di sentiero, scorgiamo, sulla nostra sinistra, la
bellissima Masseria fortificata di Torcito,
costruita nel XII secolo, in completa ristrutturazione.
Con la Masseria, si possono visitare un immenso
frantoio ipogeo, una torre colombaia e numerose
tombe dei monaci basiliani, scavate nella roccia.
Proseguendo sulla Strada Vicinale Scopelle, e attraversato
il bosco, scorgiamo una torre fortificata, quasi
all'ingresso dell'abitato di Cannole e, successivamente,
raggiunta la piazza centrale, potremo visitare la
Chiesa Matrice, con l'annesso campanile,
la Cappella della Madonna di Costantinopoli e
il Castello aragonese.
L'itinerario prosegue sulla Strada Vicinale Vecchia
Cannole - Bagnolo, per raggiungere l'abitato di
Bagnolo del Salento, dove, attraversata la Via Garibaldi,
passiamo sotto un caratteristico arco che taglia
Vico Savoia e, superata la Via Gramsci, imbocchiamo
la Strada Vicinale Masseria Giancola, dove fermarci
a visitare la Chiesetta rupestre dedicata alla
Madonna Addolorata, realizzata nel 1878, che
ci introduce gradevolmente lungo il paesaggio della
campagna bagnolese.
Poco più avanti, giunti al bivio, imbocchiamo a
sinistra la Vicinale Masseria Cinti e, sulla destra,
possiamo scorgere l'ingresso dell'antica Masseria
fortificata Russo, risalente al 1800, caratterizzato
dalla presenza di un calesse abbandonato.
Percorrendo a ritroso il tragitto dei devoti, che
da Bagnolo si recavano in pellegrinaggio al Santuario
di Montevergine, si ritorna verso il paese di Bagnolo,
pedalando sulla Vicinale Masseria Giancola.
Arrivati nell'abitato, e dirigendoci verso il centro
storico, incontriamo in Via G. Acquaviva la Chiesetta
di S. Maria dei Martiri, in stile barocco e
l'adiacente Fondazione Papaleo, risalente
al 1587, già adibita a Convento dei Frati Minori
Conventuali.
Lasciando alle spalle questi edifici, ci avviamo
verso l'uscita di Bagnolo, senza aver trascurato
di dare uno sguardo all'antico Palazzo Municipale,
e percorrendo Via Roma e Via Duca d'Aosta, ci dirigiamo
verso il territorio di Cursi, attraverso la Strada
Vicinale Madonna dell'Abbondanza e, successivamente,
immettendoci sulla Vicinale Maglie-Bagnolo e sulla
Comunale dello Spruno, ci dirigiamo verso il Santuario
Maria SS. dell'Abbondanza.
Un lungo viale alberato ci segnala l'arrivo al Santuario,
che è dotato di ampi spazi per la sosta, mentre,
una colonna in pietra leccese, si innalza di fronte
l'ingresso della Chiesa.
Dopo aver percorso interamente il viale alberato,
per circa 1,5 Km, arriviamo nel centro abitato di
Cursi, dove, il primo impatto di rilevanza storica,
lo abbiamo ammirando l'antico Palazzo De Pietro-Porzio
e, successivamente, giunti nella centrale Piazza
Pio XII, potremo visitare la Chiesa Madre
del 1600, intitolata a San Nicola, con l'annesso
campanile, l'antica torre dell'orologio, il Palazzo
De Donno, con l'antico frantoio ipogeo e il Palazzo
Comunale.
Dalla Piazza ci spostiamo, attraverso Largo Convento,
al Convento degli Agostiniani.
A questo punto l'itinerario si sposta, attraversando
Via Trioti e Via Ungolaro, sulla S.P. Cursi - Melpignano,
per proseguire sulla Comunale, detta Serpintane.
La zona si presenta molto interessante, per via
di architetture rupestri esistenti e di grandi
cave a cielo aperto, dove si estrae la pietra
leccese, con gli uliveti che fanno da cornice. Pedalando
in fondo alla Comunale Serpintane II, in corrispondenza
di un Menhir, posto in prossimità di un bivio, arriviamo
nella vicina frazione di Morigino, in agro del Comune
di Maglie, dove potremo vedere una graziosa chiesetta
del '600, intitolata a S. Giovanni, e, individuata
la Strada Provinciale Cursi- Maglie, raggiungeremo
l'abitato di Maglie, chiudendo questo itinerario
interessantissimo e ricco di storia. |
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