Itinerari Ciclabili nel Salento
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ITINERARIO 4:
IL GIRO DI GRECìA |
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CLICCA SULL'AREA DI INTERESSE
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territorialmente interessati: Martano,
Calimera, Sternatia, Martignano, Castrignano
dei Greci, Zollino, Corigliano d'Otranto,
Soleto, Martignano e Melendugno |
| Percorso:
Km 46 |
| Difficoltà:
Minima |
| Zone
interessate: Zona 2 |
| Pendenza:
Media 1% - Massima 5% |
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Il nostro itinerario
è circondato da larghissimi uliveti secolari,
all'interno di ruvidi muretti a secco, che
delimitano le strade e i sentieri, interrotti da
pale di fichi d'india.
Solo alcuni tralicci della luce disturbano la quiete
degli ulivi, mentre facce di contadini segnate dalla
fatica e dal sole, sembrano divenire tutte uguali,
tranquille, pervase da un'apparente serenità durante
il loro lavoro.
Giunti nel Comune di Martano, l'itinerario parte
dal piazzale antistante il Convento di Santa
Maria della Consolazione, e nello spazio antistante
l'ingresso, si presenta un alto palmizio e una fontanella,
dalla quale sgorga un'acqua freschissima.
L'interno della Chiesa sprigiona una bellezza mistica
Sopra l'altare, una statua della Madonna che
stringe il Bambino, mentre, poco più in alto,
vediamo l'affresco della Madonna della Consolazione,
risalente alla fine del 500, che è stato
ritrovato durante gli scavi nella Cappella preesistente,
sotto il perimetro sacrale.
Il pavimento, realizzato in piastrelle di ceramica,
è stato originalmente decorato da pittori appartenenti
alla scuola napoletana del 500.
A sinistra, gelosamente custodito da una nicchia
di legno, troviamo la parte di un'affresco di Maria
con in braccio il Bambino, (XIII secolo), ritrovato
in un'altra cappella scavata all'interno del Convento.
Nel Chiostro del Monastero è in allestimento una
Pinacoteca, con pitture di interesse nazionale
ed un museo di oggettistica, numismatica
e ceramiche della scuola napoletana.
Lasciato il Monastero, e percorrendo la S.P. n.
147, all'ingresso del centro urbano di Martano,
troviamo il frantoio ipogeo e la Chiesa rurale della
Madonnella. Proseguendo, incontriamo il Cimitero
di Martano, all'interno del quale è stata costruita
la Chiesetta della Madonna degli Angeli,
ora in ristrutturazione, con l'annesso campanile
ed una Chiesetta rurale nella parte retrostante.
Dal Cimitero, scendiamo in direzione del centro
storico di Martano, che presenta un Castello
medievale, cinto da mura e dotato di torri di
difesa.
Di interesse storico, l'antico Palazzo Moschettini,
del XIII secolo, in Via Catumerea, appartenuto in
origine alla Famiglia Andrighi, che presenta un
balcone riccamente decorato, e le case a corte,
tipiche costruzioni salentine.
Sulla strada di fronte, il Palazzo baronale dei
Comi, nel cui cortile interno, in fondo all'agrumeto,
si conserva, in una cappelletta, un antico affresco
murale.
Il percorso continua verso Castrignano dei Greci,
seguendo la strada vicinale che costeggia la Masseria
Castrignanò.
Entriamo nel centro storico di Castrignano, attraverso
il Parco delle Pozzelle, dove possiamo sostare
in un'ampia e fresca pineta, nel cui terreno sono
incastonate delle pile forate, squadrate nella pietra,
che assomigliano a tanti piccoli pozzi bassi e tondi,
che danno vita ad uno sfondo, dove passeggiare in
una natura verde e rilassante.
Dall'uscita del parco, scendendo per Via Pozzi,
si può ammirare, in lontananza, uno scorcio della
Cupola e del Campanile della Chiesa Madre di
Maria SS. Annunziata, in un ambiente circondato
dalle tipiche case basse.
Proseguendo, si incontra il Castello Baronale, del
quale osservare il particolare dello stemma nobiliare
ed i putti laterali sottostanti la finestra principale,
e, poco più avanti, la Cripta di S. Onofrio,
che rappresentano i monumenti più importanti da
visitare.
Di fronte la Chiesa della SS. Annunziata, e percorrendo
la stretta Via Immacolata, giungiamo alla bellissima
Chiesetta della Congregazione della Madonna Immacolata,
semplice nella sua costruzione, esempio caratteristico
della tipologia architettonica usata nel Salento
per le costruzioni rurali.
L'itinerario prosegue lungo la viabilità minore,
e inoltrandosi nella campagna verso il Comune di
Melpignano, si raggiunge la Cappella della Madonna
dell'Arcona, all'interno della quale ammirare
l'altare e le colonne tortili riccamente decorate.
Superata la Strada Provinciale n.35, giungiamo nella
Piazza centrale del paese di Melpignano, caratterizzata
dalla Chiesa Matrice, incorniciata in una
suggestiva panoramica nella parte retrostante; dal
Complesso conventuale degli Agostiniani,
risalente al cinquecento.
Interessante la visita dell'abbazia e del giardino,
dove potremo concederci una sosta, per interrompere
momentaneamente un percorso intenso di storia e
di cultura, ma soprattutto caratterizzato dai colori
limpidi della natura.
Il percorso continua fino a giungere nella suggestiva
Piazza S. Giorgio, con i suoi portici, e
la Chiesa di S. Giorgio, e poco più in fondo,
il Castello Baronale, in completa ristrutturazione,
all'interno del quale, un'antico giardino, ospita
il profumato odore di un agrumeto, e tutt'intorno
sono sparsi i resti di antichi arredamenti in pietra.
L'ultimo tratto del percorso nel paese di Melpignano,
passa dai giardini cinquecenteschi e dal
frantoio ipogeo.
Dal Convento degli Agostiniani, ci dirigiamo verso
ovest, scavalcando la S.S. n.16, sino a giungere
nel paese di Corigliano d'Otranto.
Lo spostamento, permette di seguire un itinerario
rurale, in cui il paesaggio circostante si apre
ad ampio spettro visivo, ricco di oliveti secolari
e pale di fichi d'india, dove casine abbandonate
e muretti a secco recitano la parte di primi
attori, in un ambiente caratterizzato dalla luce,
tra sensazioni di quiete e serenità.
Giunti nel centro storico, arricchito dalle case
a corte, il primo incontro è con il Castello.
Proseguendo, giungiamo in Piazza S.Nicola, dove
una fontana e la Torre dell'Orologio, del
1562, con l'antica Meridiana, volgono lo sguardo
al quattrocentesco Arco Lucchetti e allo
splendido balcone dell'antico Palazzo baronale
Comi, oggi sede di un importante Istituto di
Credito.
Il percorso riprende in direzione Nord, discendendo
l'antica strada accanto alla vasca dell'acquedotto
pugliese.
Seguendo la S.P. n.227, che conduce al bosco di
querce, incontriamo, successivamente, la Masseria
di Spalungano (Falungano), inserita in una larga
cava di pietra, che sorge sopra un complesso rurale
semifortificato.
La Masseria, completamente disabitata, è cinta,
tutt'intorno al suo perimetro, da alberi d'olivo
e fichi d'india.
Di fronte, spostata sulla sinistra, in altura, si
vede chiaramente Torre Cumirri e l'annessa
Masseria, immersa in un agro interamente coltivato.
Lungo questo tracciato, è possibile una deviazione
per la Chiesetta della Madonna di Loreto,
non molto lontana.
La Chiesetta, nel feudo di Zollino, è inserita in
una pineta, ed è stata un importante luogo di sosta
nel secolo precedente.
Al lato, in una grotticella costruita con pietre
a secco, troviamo la statua della Madonna,
mentre l'arredo all'interno e un'antica pittura
della Vergine, sopra l'altare, rivelano la semplicità
del luogo.
Si racconta che la statua della Madonna, fu donata
dai soldati al Comune di Zollino, nel 1945, e successivamente
rubata.
Successivamente, un artista locale ha riprodotto
la statua, per sostituirla all'originale rubato.
Rientrando in agro di Soleto, procediamo verso il
Largo Cupone, oggi caratterizzato da una grande
Villa Comunale, a ridosso dell'Extramurale di Soleto.
Soleto è ricchissimo di storia, raccontata dalle
sue Chiese, dai Monasteri, dai Palazzi nobiliari.
In pieno Centro Storico, si erge splendida, la Guglia
di Raimondello Orsini, architetto ai tempi del
Vescovo Pappacoda, orgoglio dell'architettura barocca
salentina del 1500, che, con il Campanile, è annessa
alla Chiesa Matrice di Maria SS. Assunta.
Nella centrale Piazza Municipio, è possibile visitare
un'antica farmacia, dalle edicole in pietra leccese
finemente decorate, mentre, di fronte, vediamo la
Chiesa di S. Nicola, risalente al XVIII secolo,
con un portale d'ingresso che offre ai visitatori
un momento di arte scultorea tramandata nei secoli.
Annesso alla Chiesa, il Convento delle Clarisse.
Seguendo una chiara segnaletica, arriviamo alla
Chiesetta di S. Stefano, dal bellissimo portale
d'ingresso, risalente al XIV secolo e dagli interni
interamente affrescati. Sul piccolo altare è posto
il ritratto del Santo.
L'itinerario prosegue verso il Convento di S.
Maria delle Grazie, costruito nel XIX secolo,
in completa ristrutturazione all'interno. All'ingresso
del Santuario, un antico crocifisso è montato
su una base di pietra.
Proseguendo in direzione di Sternatia, sulla nostra
destra, si scorgono, attraverso un cancello aperto,
i resti del colonnato e del portico dell'antico
giardino dell'Opera Pia.
Si prosegue su una viabilità minore, in direzione
dell'uliveto ed del lago stagionale del Capraro.
Superando il ponte della S.S. n. 664, entriamo nel
paese di Sternatia, in direzione della Cappella
di S.Vito.
L'abitato è tra i più caratteristici dell'area salentina
di Grecìa, e nella sua parte antica, vicoli e stradine
si intrecciano come la sua storia.
L'itinerario continua dall'ex Convento dei Domenicani,
risalente al XVII secolo, al quale è annessa la
Chiesa di S.Vincenzo.
Procedendo verso la Chiesa Matrice, incontriamo
l'Arco di Porta Filia, unito ai resti delle
mura storiche.
Una suggestiva inquadratura ci attende attraversando
l'arco: il bellissimo campanile della Chiesa
Matrice.
Oltrepassando la porta, sulla sinistra, il Frantoio
Ipogeo, del XVI secolo, che, con l'Arco, rappresenta
uno dei maggiori beni storico-artistici del Comune
di Sternatia.
Risalendo la strada, raggiungiamo la Chiesa Matrice
di Maria SS. Assunta, e il bellissimo Campanile.
A questo punto, è significativo visitare l'interno
della Chiesa, dove l'altare principale ma, in particolar
modo, i due altari laterali, sono decorati da colonne
tortili riccamente scolpite in stile barocco e da
affreschi molto ampi, mentre il soffitto è pregevolmente
istoriato in una colorazione di un azzurro molto
intenso.
E' questo il chiaro segno di una grande fede cristiana
che da sempre ha pervaso gli animi della gente salentina.
Importanti, sul percorso, le Cripte di S. Sebastiano
e di S. Onofrio.
Poco distante, verso sud, accanto ai binari delle
ferrovie Sud-Est, incontriamo il Menhir della
Stazione.
Superato il passaggio a livello, si entra nel Comune
di Zollino, proseguendo verso il Largo Pozzelle,
attraverso il Centro Antico.
Ubicata nella campagna, poco distante dal boschetto
delle Pozzelle, troviamo la Cappella di Apigliano,
un antico casale creduto medievale, ma che ha rivelato,
a seguito di recenti scavi, un origine bizantina,
il luogo ideale per una breve sosta.
Rientrando nel Largo Pozzelle, l'itinerario prosegue
verso il Comune di Martignano, attraversando la
zona delle Lamelle, dalla quale si può ammirare
l'intero territorio della Grecia Salentina.
Nel centro urbano di Martignano, possiamo vedere
l'ex convento dei Minori Conventuali, con
la Chiesa di S. Francesco e la Cappella
della Conella.
Successivamente, nel Comune di Sternatia, possiamo
visitare la Cappella del Mantovano, risalente
al XVI secolo.
Poco distante, incontriamo la cittadina di Calimera,
che si raggiunge attraverso una stradina vicinale,
parallela alla S.P. n. 30, caratterizzata da un
forte declivio tra la serra di Martignano e la piana
di Calimera.
Arrivati a Calimera, inoltrandoci in direzione del
centro storico, arriviamo nella centrale Piazza
del Sole, dove sono costruiti, una di fronte l'altro,
la Chiesa Matrice di S. Brizio, Santo Protettore
della cittadina, con il suo Campanile e il
Palazzo Comunale, di colore giallo ocra,
mentre le due campane in ferro battuto scandiscono
i rintocchi delle ore.
Sulla facciata principale della Chiesa, due affreschi
raffigurano, sulla sinistra S. Rocco e sulla
destra S. Lucia.
Alle spalle della Chiesa, possiamo visitare la Cappella
Gentilizia del SS. Crocifisso, che ospita, sull'altare,
una statua lignea del Cristo in Croce.
Secondo la tradizione popolare, la statua sarebbe
stata ritrovata in mare, miracolosamente intatta.
Se abbiamo voglia di curiosare ancora, Calimera
offre la possibilità di visitare la Cappella del
Mantovano, il vecchio mulino, nelle vicinanze del
Cimitero, il frantoio ipogeo, il Museo
civico di Storia Naturale.
Sulla Stada Vicinale S.Vito, è interessante visitare
l'omonima Chiesetta, aperta ai visitatori solo i
due giorni successivi alla ricorrenza della Pasquetta,
all'interno della quale è molto interessante vedere
la Pietra della Fertilità.
Si tratta di un grande masso forato, che simboleggia
l'utero materno e la nascita del bambino.
La tradizione vuole, che coloro che passeranno all'interno
del foro, avranno il beneficio della fertilità.
Da Calimera, è possibile il collegamento con il
vicino abitato di Vernole, riallacciandosi quindi
all'itinerario n. 3, che conduce a Roca Vecchia
e alle Cesine.
Riprendendo il percorso di Grecìa, si può proseguire
verso il bosco di Calimera, dove è situata la Chiesetta
Ipogea di S. Biagio.
Quindi, rientriamo al punto di partenza, in corrispondenza
del Convento di S. Maria della Consolazione,
dove ha termine l'itinerario, incontrando, lungo
il percorso, la Masseria Guidini e la casa
gentilizia Coluccia. |
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