Itinerari Ciclabili nel Salento
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ITINERARIO 9:
FINIBUS TERRAE |
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territorialmente interessati: Acquarica
del Capo, Presicce, Salve, Morciano
di Leuca, Patù, Castrignano del Capo,
Gagliano del Capo |
| Percorso:
Km 53,3 |
| Difficoltà:
Media |
| Zone
interessate: Zona 4 |
| Pendenza:
Media 2% - Massima 5% |
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Punto di partenza dell'itinerario
è la Chiesetta dei Panetti, nel paesino di
Acquarica del Capo, ricco di storia e di cultura,
facilmente raggiungibile viaggiando con le linee
della ferrovia provinciale Sud-Est, in pulman o
in auto.
Nell'area circostante, possiamo visitare la Masseria
Gelsorizzo, insediata all'interno di un complesso
dotato di una torre fortificata, con la sua
cappella, il frantoio ipogeo (trappito),
la torre colombaia, tipica della zona.
In questo tratto dell'itinerario, il fondo stradale
è in piano ed in ottime condizioni, tale da permettere
una facile percorribilità.
Dalla Masseria Gelsorizzo, pedaliamo verso il centro
storico di Acquarica, imboccando le stradine che
conducono verso il Castello, in Piazza S.
Carlo, e verso la vicina Chiesa di S. Carlo Borromeo,
all'interno della quale ammirare l'affresco del
Santo, posto sull'altare centrale, riccamente
decorato in stile barocco.
Dalla Piazza di Acquarica, ci dirigiamo verso l'uscita
del paese, in direzione della vicina Presicce, immettendoci
sulla vecchia strada di congiunzione tra i due centri.
Presicce è un'altra testimonianza importante della
storia del Salento, ricca di antichi Palazzi
gentilizi, impregnati dei barocchi e dei profumi
delle edera selvatica, che scivola silenziosa dai
balconi, in un susseguirsi numeroso, nelle due vie
principali del centro storico.
Il Paese si presenta tranquillo e ordinato, sicuro
delle sue nobili origini, mentre la vita cittadina
continua a svolgersi tutta nella centrale Piazza
del Popolo, dove la vecchia sede del Municipio ospita,
all'interno di un imponente palazzo principesco,
il Museo della Civiltà Contadina.
Sulla superficie della Piazza, alcune cupole in
vetro, ci segnalano la presenza e l'ingresso ai
Frantoi ipogei, che si sviluppano sotterranei
al centro storico.
Alle spalle di Piazza del Popolo, in una via laterale,
segnalato da una freccia indicatoria, potremo notare
l'impianto medievale di Palazzo Soronzi,
le sue colonne in rilievo, con i capitelli e il
balcone, dal frontale riccamente decorato.
Dalla Piazza, e proseguendo per un piccolo tratto,
incontriamo sulla nostra destra, il Palazzo Alberti,
dal bellissimo affaccio centrale e, a pochi metri,
ci appare il sagrato della Chiesa di S. Andrea
e la Colonna Votiva dedicata al Santo, in uno
scenario ricco di cultura e decori barocchi.
Dalla Chiesa, imboccando la Via Arditi, si snodano,
in sequenza, i palazzi gentilizi appartenenti ai
nobili Villani, Arditi, Seracca e Cezzi,
pedalando su un basolato tipico dei centri storici
salentini, che si trasformerà in piano asfaltato,
quando ci immettiamo lungo la strada, continuazione
della precedente, che ci condurrà fuori l'abitato
di Presicce.
Punto successivo dell'itinerario è la Chiesa
degli Angeli con l'annesso Convento dei Padri
Riformati, un antico complesso edificato tra
il 1598 ed il 1600, oggi in completa ristrutturazione,
da offrire ai pellegrini nel percorso giubilare.
All'interno della Chiesa, possiamo ammirare una
serie di altari barocchi riccamente decorati,
con affreschi dalle intense tonalità dell'azzurro.
Dal Convento, attraversando un piccolo tratto di
strada bianca a fondo naturale, svoltiamo a destra,
imboccando un sentiero sterrato, fino a giungere
in località Madonna del Rito, dove la Cappella
omonima, immersa nel verde dei pini, è considerata
l'unica traccia del vecchio insediamento di impianto
basiliano (X-XI secolo).
Siamo ormai fuori dall'abitato, e il percorso, in
questo tratto in salita, diventa per pochi metri
difficoltoso.
L'ambiente, in questo punto, è molto vario e caratterizzato
dai tipici muretti a secco, dalle pagghiare, i casini,
le masserie e i canali e la vegetazione spontanea
e le grandi distese di ulivi, mentre l'odore
intenso della campagna sale dall'erba e dalla terra
arrossata dal sole.
In questo punto dell'itinerario, siamo nel territorio
di Salve, dove incontriamo la Cappella di Santo
Lasi, e un'area di sosta, permetterà un breve
riposo.
Si riprende il percorso, in direzione del centro
storico di Salve, dove potremo visitare la Chiesa
Matrice di S. Nicola e la Colonna del Santo,
il Campanile con l'orologio e il vicino trappeto,
situato in una stradina in discesa, di fronte la
Chiesa.
Uscendo dall'abitato e pedalando in direzione di
Morciano di Leuca, arriveremo nel centro storico
di questo paese, dove ammirare il magnifico e imponente
Castello, che ci racconta della stretta difesa
di cui godeva Morciano nei secoli passati, e la
vicina Chiesa di S. Giovanni, con la tipica
Colonna Votiva del Santo, le case a corte
di via Roma, fino a trovare la deviazione per Vereto,
l'antica città messapica.
Una piccola stradina potrà creare problemi per la
discesa, ma il tragitto è breve e facilmente percorribile
anche a piedi.
Pedalando, si arriva a Patù, piccolo centro del
territorio leucano, dove potremo visitare monumenti
di rilievo come la Centopietre, che si racconta
essere stata una tomba di famiglia, costruita nello
spazio frontale alla Chiesa di S. Giovanni Battista,
il Castello e la Chiesa Matrice.
La zona delle cave di Giuliano di Lecce e
i resti della Chiesetta di S. Pietro, guidano
il nostro itinerario verso il vecchio Santuario
di Santa Maria di Leuca, più comunemente conosciuto
come Leuca Piccola.
Nella zona antistante le cave, possiamo ristorarci
in una seconda area attrezzata per la sosta, mentre,
nelle immediate vicinanze, proseguendo su un sentiero
asfaltato, possiamo visitare le Vore di Barbarano,
con i loro sotterranei, dove fermarci ad ascoltare
il sottile rumore dell'acqua.
Superato Leuca Piccola, pedaliamo ritornando verso
il paese di Giuliano, e procedendo al suo interno,
in direzione del centro, troveremo il Menhir
in via Regina Elena e, successivamente, potremo
ammirare nella Piazza centrale il Castello con
la Colonna di S. Giovanni, che, con la Chiesa
Matrice, rappresentano alcuni dei tesori di
questa zona.
Superato Giuliano, il percorso ci riconduce nei
campi, su muretti a secco, pagghiare e ajare, fino
a giungere alla Torre di Salignano, nell'omonima
località, testimonianza dell'antico sistema difensivo
del territorio pugliese.
Qui, i centri abitati sono molto vicini tra di loro,
senza avvertire, quasi, il punto di passaggio tra
un paese e l'altro.
A poche centinaia di metri dal centro di Salignano,
lungo la vecchia S.S. 274, svoltando a sinistra,
giungiamo ad Arigliano, e poco prima di arrivare
alla stazione ferroviaria, possiamo visitare il
Menhir della Croce, così chiamato per il
simbolo a forma di croce che ha scolpito nella sua
parte superiore.
In direzione del centro, svolteremo a sinistra,
verso l'abitato di Gagliano del Capo.
Nel suo centro storico, è possibile visitare la
casa del pittore Vincenzo Ciardo e, in adiacenza,
la Chiesa Parrocchiale.
Attraversando quasi tutto il centro, troviamo, infine,
il Santuario di S. Francesco, nel cui interno,
interamente rinnovato, potremo notare, sull'altare
centrale, l'affresco del Santo.
Adiacente al Santuario, la presenza di un'area di
sosta attrezzata per una breve pausa.
Proseguendo sulla S.P. in direzione sud, in leggera
pendenza, percorriamo qualche centinaio di metri
e, svoltando a sinistra, verso la località Scaramuzza,
ci ritroviamo all'inizio del centro abitato.
Svoltiamo ulteriormente a destra, fino ad arrivare
alla Masseria Bitonti e, sorpassata la Masseria,
svoltiamo a sinistra su un antico tratturo, per
ritornare verso Gagliano del Capo.
A questo punto del percorso, prendiamo la direzione
di S. Dana, una piccola frazione di Gagliano, dove
visitare, scavata in aperta campagna, l'antichissima
Cripta di S. Apollonia, all'interno della
quale, nella penombra, sono ancora ben visibili
parti di antichissimi affreschi a tema religioso.
Sempre a S. Dana, possiamo vedere una Croce Votiva,
che risale al 1968, eretta per ricordare il martirio
del Diacono Dana, avvenuto in quel punto.
Lasciata la piccola frazione, e facendo rientro
nuovamente a Gagliano, attraversiamo il centro,
proseguendo in direzione di Salignano, e, superato
questo paese, giungiamo a Castrignano del Capo,
passando da Borgo Terra e dalla Parrocchiale: da
questo punto, prenderemo la direzione per S. Maria
di Leuca, tappa finale del nostro itinerario.
Prima di giungervi, il percorso costeggia il Canale
Scalella, caratterizzato da una folta vegetazione
e dalla presenza di un'antica antropizzazione.
Ecco apparirci S. Maria di Leuca, nobile ed elegante,
un porticciolo suggestivo, la splendida e storica
Finibus Terrae, la fine del mondo, dove l'Adriatico
e lo Ionio si incontrano per perdersi nell'infinita
linea dell'orizzonte.
In tutto questo si riconosce S. Maria di Leuca,
poggiata su uno dei più incantevoli specchi d'acqua
del Mediterraneo e punta estrema di una costa
ricca di natura, colori, pagghiare a picco sul mare,
dove affacciarsi dalle terrazze delle splendide
ville, nelle notti di luna piena.
Appena giunti, imbocchiamo la salita che ci porterà
al Santuario, il punto più alto per ammirare il
paese ed incantarsi davanti al faro maestoso.
Riprendendo la strada, ci riportiamo in direzione
del lungomare, vicino al porto nuovo, da cui imboccare,
sulla destra, una delle viette laterali ed affacciarci
sulla bellissima Cattedrale, dal rosone inconfondibile,
passando vicini alle storiche ville, costruite nei
primi anni del secolo, splendide nei loro stili
più rappresentativi, come la moresca Meridiana,
visibile sul balcone centrale o la deliziosa Villa
Episcopo, in stile orientale.
Dal lungomare, proseguiamo in direzione della litoranea
che conduce a Ugento, passando dalla Torre dell'Omo
Morto e dalle Grotte, mentre ben visibile la
Punta Ristola, termine di S.Maria di Leuca.
Qui, con la "fine della terra" si conclude il nostro
itinerario, nel tradizionale punto d'incontro dei
due mari, uno storico luogo di culto e di preghiera,
oltre che di esclusiva mondanità. |
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